Qui di seguito puoi trovare la mappa di Vezza D'Oglio con la collocazione dei punti di interesse, e una descrizione di tutte le opere della I Edizione del Simposio 2015.

MAPPA VEZZA SIMP2




OPERE 2015 VISITABILI IN PAESE

paglialunga

Acqua, pietra e legno sono da sempre elementi essenziali che hanno dato vita al patrimonio territoriale della Valle Camonica. I corsi d’acqua attraversano il paesaggio montano di Vezza d’Oglio, il marmo bianco del Borom, come simbolo delle antiche costruzioni e prezioso decoro, ha nutrito l’artigianato, famiglie di scalpellini e di cavatori. Una forma quasi primitiva nelle sue sedimentazioni naturali, ricorda il defluire delle acque, in cui il legno di Larice caratteristico della zona si incastra perfettamente nel marmo, mettendo in risalto cultura e tradizioni, legate alla lavorazione del legno e del marmo. Questi elementi convivono e crescono da sempre in simbiosi con la natura. Con il trascorre del tempo tutto si basa su di essi, su forme semplici e segni essenziali.

 

 


gallo

Ogni giorno si sprecano ingenti risorse, una di queste è il cibo che spesso in modo superficiale o inconsapevole, produciamo. Quest’opera ha come fine ultimo la valorizzazione del blocco di marmo inteso come risorsa preziosa, per questo lascia emergere le diverse fasi di lavorazione (tagli, sgrossatura, lavorazione a gradina e lucidatura), che hanno dato forma al soggetto, sezione di una mela, per far si che le persone comprendano e conoscano quello che hanno a disposizione, lo sfruttino al meglio, in modo tale da produrre meno scarto possibile e apprezzare ancora di più quello che la natura ci offre.

 

 


cosmin

Due maschere, due antichi volti in negativo, uno femminile, uno maschile che da una visione distante e frettolosa appaiono in positivo ma avvicinandosi lentamente diventano in negativo. Questo effetto ottico del marmo che riflette la luce, alterna forme concave e convesse, modella luci ed ombre come in un’onirica storia di un sonno lontano. Il contrasto tra la morbidezza delle maschere e la durezza della roccia, che conserva i fori dei trapani e la patina secolare, ricorda gli antichi Lapidarium. Un soggetto figurativo che invita l’osservatore a passare da un iniziale riconoscimento di figura umana verso le associazioni più disparate della propria fantasia.

 

 


confortini

Ispirato all’arcaicità delle veneri preistoriche. La materia si lacera lasciando trasparire la vera essenza di ognuno di noi. Simbolo di nascita e di rinascita rappresenta un percorso in divenire, che elimina il superfluo per aiutarci a riscoprire le nostre origini e ciò che è realmente importante nella vita di ogni giorno. Un bisogno primordiale che diventa ora più che mai pulsazione.

 

 


maciel

Una composizione astratta e geometrica che si unisce su se stessa. Questa unione è direttamente collegata alla relazione tra uomo e natura, le cui entità disparate sono in simbiosi costante, tra tempo e spazio. Lo stesso processo si stabilisce nella relazione tra scultore e materia, tra materia organica e naturale, tra azione gestuale e meccanica dello scultore. Fin dalle origini tutte le azioni dell’uomo e dello scultore sono focalizzate sull’appropriazione della natura. Le origini dell’uomo sono forme naturali.

 

 


vescovi

”Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” tema di Expo 2015, da cui ho cercato di porre l’attenzione sul significato del termine “Nutrire”. Dare nutrimento significa cercare ciò che sostiene, sviluppa, fa crescere, amplifica, rende migliore l’uomo e l’ambiente, nella convinzione che non sia da intendere solo come nutrimento fisico. La ricerca della bellezza è ciò che permette tutto questo. Nella nostra epoca la bellezza è stata sostituita dal possesso di beni materiali, quali suoi pallidi ed effimeri surrogati. L’emozione suscitata e che traspare da un’opera è ciò che può nutrire veramente l’animo umano, rendendo in tal modo un servizio vitale al pianeta stesso.

 

 


ciuffetta

L’analisi realizzata nel 2011 dalla FAO stima uno spreco mondiale annuale di circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a circa 1/3 della produzione totale destinato al consumo umano. Il lavoro mira a far riflettere sulle quantità di cibo commestibile sprecato dall’uomo: 2/3 della pietra sono stati lavorati in modo da creare un parallelepipedo ben definito mentre 1/3 è stato lavorato fino a creare polvere e schegge. Questi “scarti”, parte integrante dell’opera, sono stati riuniti ala pietra lavorata, indicando 1/3 della produzione mondiale di cibo “scartato”. In totale vengono sprecate giornalmente 2600 kcal pro capite in grado di produrre una quantità di energia pari a 3 023,8 Wattora [Wh] 2. Un altro aspetto del lavoro è stato quello di documentare quante calorie sono state consumate e quanta energia è stata prodotta in totale per la realizzazione dell’opera. Il risultato di questa ricerca è inciso sul marmo e fissa indelebilmente lo sforzo dell’artista.